{"id":1813,"date":"2018-10-03T18:50:09","date_gmt":"2018-10-03T16:50:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.emdranoressia.it\/?page_id=1813"},"modified":"2018-12-04T23:06:55","modified_gmt":"2018-12-04T22:06:55","slug":"limmagine-corporea","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/emdranoressia.it\/index.php\/disturbi-alimentari\/limmagine-corporea\/","title":{"rendered":"L\u2019immagine corporea"},"content":{"rendered":"<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-fullwidth-1  fusion-parallax-none nonhundred-percent-fullwidth\" style=\"border-color:#eae9e9;border-bottom-width: 0px;border-top-width: 0px;border-bottom-style: solid;border-top-style: solid;padding-bottom:20px;padding-top:20px;padding-left:px;padding-right:px;\"><style type=\"text\/css\" scoped=\"scoped\">.fusion-fullwidth-1 {\n                            padding-left: px !important;\n                            padding-right: px !important;\n                        }<\/style><div class=\"fusion-row\"><div class=\"fusion-content-boxes content-boxes columns fusion-columns-1 fusion-content-boxes-1 content-boxes-icon-on-top row content-left\" style=\"margin-top:0px;margin-bottom:20px;\"><style type=\"text\/css\" scoped=\"scoped\">\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .link-area-link-icon-hover .heading h2,\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .link-area-link-icon-hover .heading .heading-link h2,\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .link-area-box-hover .heading h2,\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .link-area-box-hover .heading .heading-link h2,\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .link-area-link-icon-hover.link-area-box .fusion-read-more,\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .link-area-link-icon-hover.link-area-box .fusion-read-more::after,\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .link-area-link-icon-hover.link-area-box .fusion-read-more::before,\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .fusion-read-more:hover:after,\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .fusion-read-more:hover:before,\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .fusion-read-more:hover,\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .link-area-box-hover.link-area-box .fusion-read-more,\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .link-area-box-hover.link-area-box .fusion-read-more::after,\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .link-area-box-hover.link-area-box .fusion-read-more::before,\t\t\t\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .link-area-link-icon-hover .icon .circle-no,\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .link-area-box-hover .icon .circle-no {\n\t\t\t\tcolor: efe6e8;\n\t\t\t}\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .heading-link:hover .icon i.circle-yes,\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .link-area-box:hover .heading-link .icon i.circle-yes,\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .link-area-link-icon-hover .heading .icon i.circle-yes,\n\t\t\t.fusion-content-boxes-1 .fusion-content-box-hover .link-area-box-hover .heading .icon i.circle-yes {\n\t\t\t\tbackground-color: efe6e8 !important;\n\t\t\t\tborder-color: efe6e8 !important;\n\t\t\t}<\/style><div class=\"fusion-column content-box-column content-box-column-1 col-lg-12 col-md-12 col-sm-12 fusion-content-box-hover content-box-column-last content-box-column-last-in-row\"><div class=\"col content-wrapper-background link-area-link-icon icon-hover-animation-slide\" style=\"background-color:#c6d9d9;\"><div class=\"heading heading-with-icon icon-left\"><div class=\"icon\"><i style=\"background-color:transparent;border-color:transparent;height:auto;width:60pxpx;line-height:normal;color:#ffffff;font-size:60px;\" class=\"fa fontawesome-icon fa-file-text-o circle-no\"><\/i><\/div><\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><div class=\"content-container\">\n<h4 style=\"color: #222;\">&#8220;L\u2019immagine corporea \u00e8 il modo in cui le persone si sentono rispetto a come appaiono e rispetto al funzionamento del proprio corpo. Pu\u00f2 includere pensieri e sentimenti riguardanti il peso, la forma, il colore della pelle, la taglia, l\u2019altezza e il proprio aspetto in generale. Lo sviluppo dell&#8217;immagine corporea \u00e8 complesso e la ricerca dimostra che pu\u00f2 essere modellato sia dalle caratteristiche dell\u2019individuo che dalla biologia, nonch\u00e9 dall&#8217;influenza del gruppo dei pari, della famiglia, dei media e della societ\u00e0 e cultura in cui viviamo. Ne deriva che due persone possono apparire identiche ma avere un\u2019immagine corporea completamente diversa.&#8221;<br \/>\n<em>All Party Parliamentary Group on Body Image, 2012<\/em><\/h4>\n<\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><div class=\"fusion-one-full fusion-layout-column fusion-column-last fusion-spacing-yes\" style=\"margin-top:0px;margin-bottom:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper\"><p>L\u2019individuo si muove nel mondo con e attraverso il proprio corpo, un corpo su cui si crea una serie di immagini e rappresentazioni riconducibili a due fondamentali categorie: lo schema corporeo e l\u2019immagine corporea.<\/p>\n<p>Lo schema corporeo comprende le rappresentazioni percettive del proprio corpo nelle interazioni passate e attuali col mondo circostante. Tali rappresentazioni sono continuamente aggiornate e modificate dalle nuove esperienze tattili e posturali, e permettono all\u2019individuo di muoversi nello spazio riconoscendo le parti del proprio corpo (Head e Holmes, 1911; Schilder, 1950; Riva e Molinari, 2004). L\u2019immagine corporea comprende invece rappresentazioni di tipo cognitivo e affettivo\/emozionale che, influenzandosi costantemente, danno vita al modo in cui l\u2019individuo sperimenta e considera il proprio corpo. Secondo Schilder l\u2019immagine corporea \u00e8 una sorta di quadro mentale del modo in cui ci appare il nostro corpo e deriva dall\u2019esperienza soggettiva che di esso facciamo. Proprio per la sua natura emozionale e per l\u2019influenza che la storia personale, le relazioni con le figure significative e gli atteggiamenti della collettivit\u00e0 hanno su di essa, l\u2019immagine corporea rappresenta uno dei cardini delle storie di disordini alimentari.<\/p>\n<p>Le persone affette da disturbi alimentari presentano frequentemente un\u2019alterata percezione del corpo e un\u2019eccessiva valutazione del peso e delle forme, arrivando a sentirsi grasse, gonfie e sproporzionate anche quando sono ormai giunte a uno stato di evidente denutrizione.<\/p>\n<p>L\u2019alterazione del modo in cui l\u2019individuo percepisce il proprio corpo e l\u2019influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima sono previste dal DMS V come criterio diagnostico per l\u2019anoressia nervosa e la preoccupazione per la forma del corpo \u00e8 considerata uno dei maggiori fattori di rischio per lo sviluppo di un disturbo dell\u2019alimentazione. Inoltre l\u2019alterazione dell\u2019immagine corporea non sembra beneficiare della risoluzione del disturbo alimentare, ponendosi come fattore predittivo di ricadute (Fairburn, 1993; Freeman, 1985; Rosen, 1990).<\/p>\n<p>Preoccupazioni costanti per difetti e imperfezioni percepiti nell\u2019aspetto fisico sono altres\u00ec presenti nel disturbo di dismorfismo corporeo, che nel DSM V \u00e8 stato inserito nella sezione dei disturbi ossessivo-compulsivi e correlati in virt\u00f9 dell\u2019aggiunta del criterio B che prevede la presenza di comportamenti ripetitivi o azioni mentali in risposta alle preoccupazioni stesse. Il dismorfismo corporeo insorge generalmente tra i 12 e i 17 anni e nella maggior parte dei casi sfocia in compromissioni importanti nelle principali aree della vita, con circa il 20% di giovani che abbandonano la scuola e un\u2019alta percentuale di ospedalizzazioni. Chi soffre di dismorfismo corporeo considera il proprio corpo brutto, anormale o deforme e pu\u00f2 porre l\u2019attenzione su una sola o pi\u00f9 aree corporee (generalmente la pelle, i capelli, i peli o il naso) o per una generale asimmetria percepita nel corpo. Generalmente tali preoccupazioni non sono osservabili da altri individui o posso apparire in modo pi\u00f9 lieve rispetto al soggetto che ne \u00e8 colpito. Come nei disturbi alimentari, si rileva la tendenza a confrontare il proprio corpo con quello degli altri e sono presenti continui controlli sul corpo. Nei maschi si evidenziano spesso preoccupazioni legate ai genitali e pu\u00f2 essere presente dismorfismo muscolare (timore di avere una costituzione troppo piccola o insufficientemente muscolosa, \u00e8 presente quasi esclusivamente nei maschi), nelle femmine \u00e8 invece pi\u00f9 probabile l\u2019associazione con un disturbo alimentare.<\/p>\n<p>L\u2019influenza che le figure di riferimento e il gruppo dei pari hanno nella costruzione della propria immagine sociale sono ormai ampiamente dimostrate: attraverso commenti, opinioni e critiche, il bambino inizia a costruirsi un\u2019idea riguardo a quelli che sono gli standard di riferimento e inizia a confrontare s\u00e9 stesso con tali standard, valutando la propria immagine corporea in relazione alle aspettative di chi lo circonda. L\u2019accettabilit\u00e0 sociale della propria apparenza fisica ha un forte impatto su come la persona viene trattata dagli altri e, circolarmente, le opinioni delle persone con cui si interagisce influenzano a livelli diversi l\u2019auto-percezione del proprio corpo. \u00c8 stato dimostrato che quanto pi\u00f9 un individuo presta attenzione al modo in cui viene percepito dall\u2019esterno, tanto pi\u00f9 cercher\u00e0 di soddisfare gli standard corporei ideali e tanto pi\u00f9, al mancato raggiungimento di tali standard, prover\u00e0 emozioni negative rendendosi maggiormente vulnerabile all\u2019influenza del giudizio esterno (Fredrickson e Roberts, 1997). A complicare il quadro ci sono evidenze secondo cui i soggetti affetti da disordini alimentari sarebbero maggiormente inclini a confrontare la propria apparenza con quella degli altri (Toro, Salamelo e Martinez, 1994), impegnando anche diverse ore al giorno tanto in confronti tra s\u00e9 e gli altri, quanto in pratiche di <i>body checking<\/i> (continuo monitoraggio del proprio corpo alla ricerca di eventuali difetti), entrambi considerati veri e propri rituali di controllo. Il confronto viene pi\u00f9 spesso eseguito con le proprie pari (Heinberg e Thompson, 1992), tuttavia anche l\u2019esposizione alle immagini di corpi femminili proposte dai mass-media sembrano elicitare insoddisfazione per il proprio corpo come dimostrato in pazienti con anoressia nervosa che, nonostante il basso peso corporeo, riportano elevati livelli di ansia alla vista di modelle magre o disegni di corpi.<\/p>\n<p>Nelle moderne societ\u00e0 occidentali appare centrale l\u2019influenza del pi\u00f9 ampio contesto sociale in cui siamo immersi, che veicola costantemente principi e aspettative sull\u2019aspetto fisico, definendo gli standard di bellezza sociale. Si pensi a giocattoli come la Barbie che nella realt\u00e0 peserebbe 49 kg con un BMI di 16.24 (criteri che soddisferebbero la diagnosi di anoressia nervosa) per avere idea di quanto gli ideali con cui ci si confronta sin da bambini siano irrealistici, se non letali nei casi peggiori. Inglobati in un sistema che valorizza la magrezza considerandola il principale attributo della bellezza, non stupisce che sin dai 5-6 anni alcuni bambini esprimano preoccupazioni riguardanti il proprio peso, maggiori per le femmine rispetto ai maschi (che possono sperimentare un calo della soddisfazione corporea motivato dalla sensazione di sentirsi troppo piccoli). Persone particolarmente vulnerabili agli stimoli sociali e al giudizio esterno possono interiorizzare tali standard e iniziare la propria personale battaglia orientata al raggiungimento di un corpo snello e adeguato alla societ\u00e0. Soprattutto in individui con bassa autostima e immagini negative di s\u00e9 stessi, generalmente associate a insoddisfazione corporea e fattore di rischio per i disturbi alimentari, gli ideali devono diventare raggiungibili ed essere avvicinati con sforzo e fatica. Ne deriva un potente senso di competenza nel controllare il proprio corpo e accrescimento del proprio valore personale, circuito che regge con forza il disturbo alimentare.<\/p>\n<p>Come ampiamente dimostrato, l\u2019adolescenza rappresenta il momento di maggior rischio per lo sviluppo di disordini alimentari ed \u00e8 altres\u00ec dimostrato essere un periodo in cui si rileva insoddisfazione corporea con maggior frequenza rispetto agli altri momenti della vita. Un importante fattore di rischio tra i giovani \u00e8 rappresentato dall\u2019obesit\u00e0, condizione in cui il livello di insoddisfazione sembra essere ancora maggiore. L\u2019obesit\u00e0 in et\u00e0 giovanile spesso ha un impatto avverso e durevole sulla valutazione dell\u2019immagine corporea e questo sembrerebbe particolarmente vero per le donne, spesso soggette a perdite e aumenti di peso continui con conseguenti fluttuamenti nell\u2019immagine corporea e amplificazione dei vissuti di disagio.<\/p>\n<p>Un\u2019ampia mole di dati ha evidenziato l\u2019atteggiamento negativo che la nostra societ\u00e0 dimostra nei confronti delle persone in sovrappeso. Accanto alle legittime preoccupazioni per la salute di queste persone, si riscontra una stigmatizzazione che affligge ulteriormente chi ne \u00e8 vittima con ripercussioni sulla percezione del proprio corpo. Gli atteggiamenti negativi verso l&#8217;obesit\u00e0 sembrano essere presenti nei bambini sin dai 3 anni di et\u00e0 ed \u00e8 stato evidenziato il rischio maggiore per i bambini in sovrappeso di essere rifiutati, vittimizzati e presi in giro dai pari. I vissuti di solitudine, vergogna e senso di inferiorit\u00e0 che derivano da tale forma di stigmatizzazione, associati a bassa autostima, inefficacia personale, ansia e depressione, rappresentano fattori di vulnerabilit\u00e0 per l\u2019insorgere di disordini alimentari.<\/p>\n<p>Un recente documento a opera dell\u2019All Party Parliamentary Group (APPG) on Body Image ha rilevato che circa il 60% degli adulti prova vergogna per il modo in cui crede di apparire, il 70% delle donne adulte (e il 40% degli uomini) dichiara di aver sperimentato la pressione ad avere un corpo perfetto da parte dei media e delle riviste, il 42% delle giovani donne ritiene che la parte pi\u00f9 difficile dell\u2019essere donna sia la richiesta di essere attraente e circa un terzo degli uomini sacrificherebbe un anno di vita in cambio del raggiungimento del corpo ideale. In generale, l\u2019autostima \u00e8 considerata un\u2019importante fattore protettivo per l\u2019insorgenza dei disturbi alimentari. Una visione di s\u00e9 positiva \u00e8 generalmente associata ad una valutazione positiva anche del proprio corpo (soprattutto nei maschi); al contrario, una bassa autostima aumenta la vulnerabilit\u00e0 della propria immagine corporea collocandosi tra i principali fattori di rischio per l\u2019insorgenza dei disturbi alimentari.<\/p>\n<div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":613,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/emdranoressia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1813"}],"collection":[{"href":"https:\/\/emdranoressia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/emdranoressia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emdranoressia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emdranoressia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1813"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/emdranoressia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1813\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1838,"href":"https:\/\/emdranoressia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1813\/revisions\/1838"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emdranoressia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/613"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/emdranoressia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1813"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}